
Va in scena per il quinto anno consecutivo a Mantova, da oggi al 14 novembre, Segni d’infanzia, il festival internazionale d’arte e teatro per l’infanzia promosso dal Comune di Mantova e sostenuto dalla Rappresentanza della Commissione Europea, Regione Lombardia e i maggiori enti locali, oltre che dall’ambasciata di Norvegia, che porta nella città sul Mincio alcune tra le più innovative e originali proposte del panorama artistico internazionale.
Nonostante la crisi il festival, con un’acrobazia degna del miglior spettacolo di teatro ragazzi, è riuscito a garantire un’edizione del calibro delle più grandi rassegne internazionali, con circa 200 eventi suddivisi tra spettacoli, laboratori, percorsi d’arte, convegni e incontri.
Otto giorni per apprezzare artisti da tutto il mondo: Giappone, Finlandia, Norvegia, Francia, Belgio, Spagna, Germania, oltre che ovviamente le più attive compagnie italiane di teatro ragazzi.
Sono state da sempre queste le idee di Dario Moretti, ideatore del festival, una personalità poliedrica radicata sul territorio.
Nato a Mantova nel 1955, inizia ad occuparsi di teatro nel 1974 frequentando la bottega del burattinaio Giordano Ferrari. Per poi fondare nel 1978 il “Teatro dei burattini all’improvviso”, che nel 1980 si trasforma in Teatro all’improvviso, con il quale ha prodotto finora quasi 40 spettacoli per ragazzi, rappresentati sull’intero territorio nazionale e in diverse manifestazioni straniere.
E’ il caso, ad esempio, del Festival Off di Avignone: in concomitanza con l’evento ‘off’ più famoso d’Europa, da anni ha luogo una rassegna specifica dedicata al teatro ragazzi, che ha visto ospite proprio la compagnia italiana. Li abbiamo incontrati proprio lì, come dimostra l’intervista che proponiamo oggi, ad introduzione del festival mantovano.
E tornando appunto all’oggi, protagonista dell’edizione 2010 sarà la farfalla, animale simbolo rievocato fin dall’apertura, alle 16, con “Le fate madrine” della Compagnie Lilou, così come nei progetti grafici del festival.
Ma ci sarà anche occasione per riflettere sul tema della biodiversità: “Attraverso” farà vivere ai bambini un evocativo viaggio sulle ali delle cicogne bianche tra le luci, le immagini e le sculture di Lucio Diana e i suoni di Terje Isungset. Segnaliamo anche il laboratorio “Le vie del latte” in collaborazione con Slow Food.
Questa edizione segna il ritorno della Compagnie Méli-Malo, che proporrà la sua ultima produzione “Dis-moi Nina”, definito da Cristina Cazzola, direttore artistico di Segni d’infanzia, “uno scherzo alla francese per scoprire come il suono si trasforma in parola e come, un piede dopo l’altro, si impara a camminare”. I finlandesi Pori Centre for Children’s Culture riproporranno invece il laboratorio “Bagni di colore”, un gioco multisensoriale dedicato ai bambini dai 3 mesi a un anno.
E, ancora, le due produzioni della compagnia tedesca Helios Theatre: “Woodbeat”, viaggio tra immagini e suoni nell’universo del legno, e la nuova produzione “H2O” che indaga i segreti dell’acqua; ma anche “Ras!” degli spagnoli Maduixa Teatre, che propone un innovativo uso delle tecnologie.
In unica replica “Passeggiata Jazz – Riondino e Negri le suonano a Rodari”, in cui Davide Riondino e Mauro Negri si confrontano con il pubblico dei più piccoli, in un’ironica passeggiata tra “Le favole al telefono” di Gianni Rodari. A ricordare, il 23 ottobre scorso, l’anniversario dei 90 anni dalla nascita del più geniale scrittore italiano per l’infanzia (insieme ai 30 dalla morte, avvenuta il 14 aprile 1980, e ai 40 dall’anno in cui Rodari vinse il massimo riconoscimento internazionale di letteratura infantile, il Premio Andersen alla Fiera di Bologna nel 1970).
Infine musica, musica e ancora musica, sia come componente dal vivo all’interno di molti spettacoli sia in concerti, come “In-canto della natura” tributo sonoro alla natura ad opera del jazzista norvegese Terje Isungset, che costruisce i suoi strumenti partendo da elementi della natura: ghiaccio, sassi, rami…
“Utza tza! Dalla Farfalla a…” sarà invece il titolo del concerto finale in piazza Castello sui ritmi tzigani degli Acquaragia Drom.
Insomma, ce n’è davvero per bambini di tutte le età.